L'articolo è stato redatto dalla Dott.ssa Roberta Sueri, specialista in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo.
”Dottoressa, sono aumentata di peso, deve essere colpa della tiroide!”
È una delle frasi che sento più spesso in ambulatorio. Molte persone arrivano a visita già convinte che l’aumento di peso dipenda da un problema tiroideo, spesso dopo aver letto informazioni online o dopo averne parlato con amici e conoscenti. La tiroide ha un ruolo centrale nella regolazione del metabolismo basale; tuttavia, nella maggior parte dei casi, non è responsabile dell’aumento di peso né della difficoltà a dimagrire.
”Dottoressa quanto incide la funzionalità tiroidea sul peso?”
L’impatto della funzionalità tiroidea sull’aumento di peso viene spesso sopravvalutato.
Anche in presenza di ipotiroidismo conclamato, l’aumento di peso è in genere modesto e dovuto anche ad una maggiore ritenzione di liquidi. Una volta avviata la terapia corretta e raggiunto un adeguato compenso funzionale, la tiroide non rappresenta più un “ostacolo” al calo di peso.
”Quali possono essere i segnali di un ipotiroidismo?”
I sintomi e i segni dell’ipotiroidismo sono per lo più aspecifici e comuni ad altri disturbi.
È sicuramente importante però prestare attenzione alla comparsa di stanchezza e debolezza marcate, intolleranza al freddo, stipsi ostinata, bradicardia e, nelle donne, alterazioni del ciclo mestruale.
In questi casi è corretto eseguire accertamenti mirati.
“Se non è la tiroide, perché il peso non scende?”
Questa è la situazione più comune.
Nella maggior parte dei casi il punto di partenza è lo stile di vita: alimentazione, attività fisica, qualità del sonno e benessere psicologico. Spesso l’aumento di peso deriva dalla somma di “piccoli errori” quotidiani che, nel tempo, portano a adattamenti metabolici e rendono il calo di peso più difficile.
Solo in una minoranza di casi l’aumento di peso è secondario a cause endocrine, genetiche, neurologiche o farmacologiche. Per questo è importante una valutazione clinica accurata che preveda un’attenta anamnesi, esame obiettivo e l’esecuzione di esami specifici e mirati solo quando c’è un sospetto clinico di disfunzione endocrina.
”Ha senso lavorare con più specialisti insieme?”
Sicuramente, è fondamentale.
L’endocrinologo ha il compito di escludere cause endocrine correlate all’aumento di peso e in caso di sovrappeso, in presenza di complicanze, o di obesità può proporre l’avvio di terapia farmacologica.
Questa rappresenta uno strumento che non può prescindere da un corretto stile di vita.
Insieme al nutrizionista è importante strutturare un’alimentazione sana e sostenibile.
Un ruolo importante è rivestito dal supporto psicologico, soprattutto quando il cibo diventa una risposta allo stress e alle proprie emozioni.
Qui al Poliambulatorio cerchiamo di lavorare proprio in questo modo, integrando le competenze, perché l’obiettivo è prendersi cura della persona nella sua globalità.
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