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APPROFONDIMENTI

IL VALORE DELLA PREHABILITATION NEL PERCORSO DEL PAZIENTE

Giovedì 26 Febbraio 2026

Il risultato di interventi di protesica di anca e di ginocchio non dipende solo dalla tecnica chirurgica o dalla tecnologia utilizzata, ma anche da come il paziente arriva all’intervento.

In Clinica, la preparazione preoperatoria è diventata parte del percorso di cura, attraverso un modello di prehabilitation: si tratta di prendere in carico il paziente in modo preventivo, personalizzato e multidisciplinare, per accompagnarlo verso l’intervento nelle migliori condizioni possibili.

 

La chirurgia comincia prima: il senso della prehabilitation

La Dott.ssa Elena Bertolini, Anestesista - Responsabile del percorso di valutazione e prehabilitation, spiega che la prehabilitation "è un modo diverso di intendere la cura. Per anni si è pensato che la chirurgia iniziasse il giorno dell’intervento. Oggi sappiamo che non è così: l’esito dell’operazione dipende da come il paziente arriva a quell’appuntamento". Inoltre, dice che "la prehabilitation non è una lista di esami, ma un percorso di accompagnamento. Un paziente che arriva preparato affronta meglio l’anestesia, la chirurgia e il recupero. Riduciamo i rischi, diminuiamo le complicanze e rendiamo il percorso più sereno. Il paziente non si sente più “portato in sala operatoria", ma seguito e accompagnato”.

 

Stabilizzare prima per recuperare meglio

La Dott.ssa Ilaria Cera, Medico Internista - Percorso di valutazione e prehabilitation, spiega che il ruolo dell’internista è importante “perché un intervento chirurgico non riguarda solo l’organo da operare, ma tutto il corpo. Molti pazienti convivono con diabete, ipertensione, sovrappeso o alterazioni metaboliche che, se non ben controllate, possono influenzare l’intervento e il rceupero”. Inoltre chiarisce cosa viene fatto durante la prehabilitation: "valutiamo e ottimiziamo. Controlliamo la glicemia, la pressione, lo stato nutrizionale, rivediamo le terapie. Anche piccoli aggiustamenti possono fare una grande differenza. Infatti, un organismo più stabile reagisce meglio allo stress chirurgico. L’anestesia è più sicura, il recupero è più rapido e meno faticoso. Il paziente si sente più pronto".

 

Il cuore al centro del percorso di preparazione

La Dott.ssa Giulia Geremia, Cardiologa - Percorso di Valutazione e prehabilitation, ci fa capire che il cuore è molto importante prima di un intervento “perché ogni intervento rappresenta uno stress per l’organismo. Il cuore deve adattarsi all’anestesia e alle variazioni fisiologiche, anche in pazienti che si sentono bene”. La valutazione cardiologica è sempre utile "perché permette di capire se il cuore ha la riserva necessaria per affrontare l’intervento in sicurezza. È una valutazione preventiva, non allarmistica". Inoltre, chiarisce che le terapie croniche vengono gestite "con attenzione e personalizzazione. Valutiamo quando e come modificare le terapie per arrivare all’intervento con un cuore stabile e protetto".

In sintesi, la preparazione all’intervento comincia prima dell’intervento stesso: il paziente viene valutato nel suo insieme dai medici che lavorano in squadra in ogni fase, così da arrivare all’intervento più preparati.

 

Il valore della prehabilitation nel percorso del paziente